Lo scatto di Giotto

La mostra “Lo scatto di Giotto. La Cappella degli Scrovegni nella fotografia tra ‘800 e ‘900", fino al 7 aprile 2024 al Museo Eremitani di Padova, ricostruisce attraverso un articolato percorso espositivo la straordinaria fortuna visiva della Cappella degli Scrovegni.

Nota in tutto il mondo per essere il capolavoro assoluto affrescato da Giotto, la Cappella degli Scrovegni è stata fra i primi monumenti italiani a essere riprodotti in fotografia: Carlo Naya, uno dei pionieri italiani della fotografia, la immortalò per la prima volta nell’estate del 1863.

Il percorso espositivo parte dalle prime fotografie di Carlo Naya, espone rare e preziose lastre fotografiche realizzate da Luigi Borlinetto a partire dal 1883, patrimonio della Biblioteca Civica di Padova per affacciarsi poi al Novecento, con le campagne fotografiche dei Fratelli Alinari e di Domenico Anderson.
Grazie a queste, a partire dal 1906 la Cappella degli Scrovegni entra a far parte dei cataloghi internazionali d’arte, per essere riconosciuta nel mondo quale capolavoro di Giotto.

Dalla fotografia, la mostra arriva poi al cinema: nel 1938 il giovanissimo regista Luciano Emmer realizza "Racconto da un affresco", il primo film sulla Cappella degli Scrovegni; nel 1971 grazie a "Il Decameron" di Pier Paolo Pasolini il capolavoro di Giotto entra nelle pagine della storia del cinema d’autore.

Dettagli

Data / Ora

Location

Museo Eremitani

Indirizzo

Piazza Eremitani, 8

Comune

Padova

Provincia

PD

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CAPPELLA DEGLI SCROVEGNI
Musei

CAPPELLA DEGLI SCROVEGNI

La piccola chiesa di forme semplici e pulite esternamente presenta all'interno un unico ambiente, terminante sul fondo con un presbiterio in cui si trova il sarcofago di Enrico Scrovegni, opera di Andriolo de Santi e sull'altare una Madonna col bimbo, opera dello scultore trecentesco Giovanni Pisano. La cappella è costituita da un unico vano di 20,5 x 8,5 m. e di 18,5 m. in altezza con copertura a botte. L'interno venne affrescato da Giotto con le vicende dei genitori di Maria, Gioacchino e Anna, con le Storie della Vergine e di Gesù, e in controfacciata con il Giudizio Universale narrato nell'Apocalisse. Inoltre vengono realizzate quattordici allegorie a monocromo dei Vizi e delle Virtù nell'alto zoccolo perimetrale. L'intera decorazione è considerata uno dei massimi capolavori dell'arte di tutti i tempi. (...)